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JUDO TRADIZIONALE

Si può praticare Judo come un’arte marziale o come una disciplina per il miglioramento fisico, ma per cogliere il suo vero significato è necessario avvicinarsi ad una “via” rivolta alla realizzazione dell’essere umano: la bellezza sta nel combattere dando tutto se stessi all’azione, non nei tre passi di ascesa ad un podio. Il fondatore del Judo, Jigoro Kano, illustre pedagogista, lo ha ideato nel periodo MeJi (1868-1912), durante il quale il Giappone ha attuato un’operazione culturale sorprendente, che ha consentito al Paese in pochi decenni di mettersi al passo delle più grandi Nazioni del mondo. Un tassello di questa “rivoluzione” è stato il Judo, che in pochi anni ha raggiunto un milione di praticanti. Il principio fondante del Judo non si limita all’efficacia (raggiungimento dell’obiettivo), ma persegue anche l’efficienza (impiego ottimale delle risorse) attraverso il “miglior impiego delle energie”, che nella visione sociale si declina in "insieme per crescere e progredire”: migliorarsi quotidianamente per essere utili.

Chi lo può praticare? Tutti dai 4 ai 99 anni: ai bambini si propongono esercizi e giochi che promuovono le attività psicomotorie: posizione spaziale, simmetria, lateralità e contemporaneamente si educa ai valori attraverso il corpo: rispetto, amicizia, partecipazione, impegno. Nel judo dei giovani si affronta la tecnica, puntando su azione, rapidità, forza e senso di responsabilità. Il judo degli adulti è una via rivolta alla realizzazione dell’essere umano, tramite l’unità di corpo (tai) mente (gi) e cuore (shin) per perseguire la massima efficacia ed efficienza e affrontare adeguatamente la realtà.
Perché una disciplina di combattimento? Il Judo è una disciplina che grazie ad una tecnica minuziosa non ferisce e consente in tal modo di agire realmente il combattimento, sperimentando un particolare stato mentale che è proprio delle situazioni più sfidanti. La tecnica magistrale consente di per-suadere, “rendere soave”, anziché sconfiggere. Analogamente nella vita di tutti i giorni, “sviluppare una tecnica” significa acquisire un metodo per con-vincere grazie al valore delle proprie proposte, ma senza mortificare o umiliare l’altro. Il combattimento è quindi inteso nella logica del con-fronto con se stessi, con gli altri e con il mondo circostante, per mettersi in gioco, esporsi, crescere e dare un contributo, superando gli atteggiamenti difensivi e di chiusura, i piccoli egoismi quotidiani e gli atteggiamenti opportunistici.

 

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